Se dici sempre si il tuo business dice no

Qualche mese fa ho lavorato con una professionista brillante, competente, preparata.
Era sempre piena di lavoro e sempre stanca.

Accettava:

  • clienti fuori target
  • richieste last minute
  • revisioni infinite non concordate
  • compensi "aggiustati" per non perdere opportunità


Quando le ho chiesto:
"Perché dici sempre sì?" La risposta è stata onesta: "Ho paura che dicendo no smettano di chiamarmi."
Il problema non era il mercato, era la percezione del proprio valore.

Nel tempo quel sì continuo aveva generato tre effetti:

  1. Posizionamento confuso
  2. Margini ridotti
  3. Energia costantemente in calo

Il business cresceva in volume, non in qualità

Abbiamo iniziato un lavoro semplice ma scomodo: definire criteri di accettazione. Non più "Mi va

Ma:

  • È coerente con la mia direzione?
  • È sostenibile?
  • È nel mio standard?

Le prime volte che ha detto no, ha avuto paura. Alla terza volta, qualcosa è cambiato.

Sono arrivati incarichi più coerenti. La comunicazione è diventata più chiara. Il fatturato non è esploso immediatamente. Ma la qualità sì.

E quando migliora la qualità, la crescita diventa strutturale.

Dire no non è un atto di chiusura. È un atto di leadership. Un business maturo non si costruisce sulla disponibilità illimitata, si costruisce sulla scelta.

La domanda non è:
"Posso permettermi di dire no?"
La domanda è:
"Posso permettermi di continuare a dire sì?"

Se stai lavorando tanto ma senti che il tuo posizionamento si sta diluendo, forse non ti manca mercato. Ti manca un confine.


E il confine, nel business, è una strategia